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Il Roero

Il Roero si trova nella parte nordorientale della provincia di Cuneo, alla sinistra del fiume Tanaro. È meno conosciuto rispetto alle Langhe e al Monferrato, ma non è sicuramente meno affascinante e ricco di paesaggi mozzafiato, luoghi di interesse storico e culturale, e di una grande tradizione vinicola.

Cosa vedere nel Roero

Il nome di questo territorio si deve alla nobile famiglia astigiana dei Roero, che nel Medioevo possedevano in questa zona la maggior parte dei castelli e delle terre. Le colline del Roero sono ricoperte da boschi e vigneti. Il paesaggio si contraddistingue per le rocche, formazioni naturali simili ai canyon americani, che sono caratterizzate da dirupi, burroni e aspre pareti rocciose. Alle Rocche è stato dedicato l’Ecomuseo, che permette ai turisti di percorrere i suggestivi sentieri naturalistici attorno alle rocche. Le più famose sono quelle di Pocapaglia. Tra le rocche sorgono dei castelli e i borghi di sommità tipici del Roero, eretti già nell’Anno Mille. Si possono contare otto borghi disseminati sul territorio e tutti hanno una struttura molto simile, con una torre di avvistamento e un castello. Merita sicuramente una visita il castello di Govone, nel cui parco tra marzo e aprile fioriscono i tulipani selvatici. Se ci si trova in questa zona non si può non visitare Bra, cittadina capoluogo del Roero, famosa per essere una delle culle del barocco piemontese e per essere la patria del movimento Slow Food. Non poteva che nascere qui un’associazione che promuove il mangiare sano, visto che il Roero è ricco di eccellenze come il tartufo, le nocciole e soprattutto il vino.

I vini del Roero

Roero è un nome che oggi evoca grandi vini. Le terre di questa parte del Piemonte da sempre favoriscono la coltivazione di vitigni che danno vita ad una ricca produzione di vini la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale. Dalle tante cantine vinicole sparse sul territorio escono bottiglie che sono apprezzate dai mercati di tutto il mondo. Tra i vini del Roero non si può non citare il Roero DOCG, che porta il nome proprio della sua terra d’origine. Si tratta di un vino nobilissimo con una storia di ben sette secoli. Un’altra etichetta figlia di queste colline è il Roero Arneis DOCG. La specialissima carta dei vini del Roero viene arricchita anche dal Langhe Favorita DOC, il cui vitigno va assimilato al Vermentino, e dal Cisterna d’Asti DOC, che ha ricevuto la denominazione di origine controllata nel 2002. Non si può dimenticare neanche l’antico Moscato d’Asti DOCG che era già conosciuto in epoca romana. Ma il vino che rappresenta meglio la piemontesità è il Barbera d’Alba DOC, che compare da sempre sulle tavole dei contadini. Poi ci sono il Nebbiolo d’Alba DOC e il Langhe DOC rosso e bianco. Per assaggiare i vini della tradizione piemontese, se si fa un giro nel Roero, una tappa obbligatoria è la cantina vinicola della famiglia Massucco, che da quattro generazioni coltiva con passione i suoi vigneti e produce vini di grande qualità. Una qualità che vanta estimatori in Italia, Europa, Stati Uniti e Canada.

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